Psicoterapia: on line o in presenza?
La scelta tra psicoterapia online o in presenza non è una questione di moda, ma di aderenza ai bisogni reali della persona. Per alcune situazioni la video-seduta è comoda e altrettanto efficace; in altre, l’incontro in studio offre garanzie e sfumature difficili da replicare a distanza. In questa guida esploriamo quando conviene l’online, quando è preferibile incontrarsi in presenza, come si tutela la privacy e come decidere in modo informato, anche con un modello ibrido che combina i due formati.
Quando scegliere la psicoterapia online
L’online è indicato quando il problema clinico è compatibile con un lavoro centrato su dialogo, strategie di regolazione emotiva e compiti tra una seduta e l’altra. Funziona molto bene in caso di ansia, gestione dello stress, gestione e risoluzione degli attacchi di panico con protocolli graduali concordati, insonnia, difficoltà relazionali e perfezionismo. È ideale per chi viaggia spesso per lavoro o studia fuori sede, per chi ha orari irregolari, per genitori che fanno fatica a incastrare gli impegni, per persone con disabilità motorie o che abitano lontano dallo studio. C’è un altro vantaggio spesso sottovalutato: la continuità. Nelle fasi delicate, poter fare la seduta anche quando si è fuori città evita interruzioni che potrebbero rallentare o frammentare i progressi. Inoltre, alcune persone si sentono più a loro agio nel parlare da un ambiente familiare, soprattutto nelle prime fasi in cui rompere il ghiaccio è la parte più difficile.
Quando è meglio la psicoterapia in presenza
Ci sono quadri clinici e condizioni di contesto per cui l’incontro in studio è preferibile. Se il livello di rischio è alto, se c’è bisogno di coordinare interventi con servizi territoriali o medici, se sono presenti ideazioni di autolesione, se l’ambiente domestico non garantisce privacy, la seduta in presenza offre maggiori margini di contenimento. È consigliata anche quando si desidera integrare tecniche che richiedono spazio fisico o materiali specifici, oppure quando la relazione terapeutica beneficia molto delle informazioni non verbali percepite più chiaramente faccia a faccia. Talvolta non è il problema a orientare la scelta, ma il momento del percorso. La fase di valutazione iniziale, o alcuni passaggi emotivamente intensi, possono trarre vantaggio da una o più sedute in studio per rafforzare la cornice e definire i confini del lavoro.
Come si svolge una seduta online in modo professionale
Una seduta online di qualità non è una videochiamata improvvisata. Si utilizza una piattaforma stabile con link personale e sala d’attesa virtuale, si concordano orario e durata come in studio e si predispone un piano B in caso di problemi tecnici. Il paziente si assicura uno spazio riservato, con porta chiusa e cuffie; il terapeuta fa lo stesso nel proprio studio. La documentazione clinica e il consenso informato vengono gestiti in formato digitale, con indicazioni chiare su trattamento dei dati, archiviazione e assenza di registrazione senza accordo esplicito. La qualità della connessione si può testare nei primi minuti dell’incontro e, se necessario, si riduce il video per privilegiare la stabilità dell’audio. In caso di interruzione, ci si riconnette allo stesso link; se il problema persiste si conclude tramite telefonata e si recupera eventualmente il tempo perso nella seduta successiva. Anche i pagamenti e le ricevute sono tracciati in forma elettronica, come avviene per le prestazioni in studio.
Pro e contro a confronto
Vantaggi dell’online: accessibilità logistica, zero trasferimenti, facilità di incastrare agenda e terapia anche nelle settimane più dense. Maggiore possibilità di continuità, utile nei momenti di fragilità o durante eventuali trasferte. Possibilità di scegliere il professionista più adatto anche se geograficamente distante. Per alcune persone, minore inibizione nel parlare da casa propria, con una soglia d’ingresso più morbida nelle prime sedute.
Limiti dell’online: possibile fatica da schermo, gestione delle distrazioni domestiche e delle interferenze tecniche, difficoltà a garantire privacy se si condivide l’abitazione. Per alcuni temi, la piena sintonizzazione emotiva può richiedere qualche attenzione in più. In determinati casi clinici o in momenti critici, la presenza fisica resta preferibile per contenimento e sicurezza.
Vantaggi della presenza: ricchezza del canale non verbale, ritualità dell’arrivare in studio che aiuta a segnare confini e tempi della cura, possibilità di integrare materiali e tecniche specifiche, maggiore protezione della privacy grazie a uno spazio neutro già predisposto. Per molte persone, varcare la soglia e sedersi in una stanza dedicata favorisce un senso di impegno e continuità.
Limiti della presenza. Spostamenti, tempi di percorrenza, costi indiretti, difficoltà logistiche nelle settimane complicate. Se queste barriere generano troppe assenze o pause, la qualità del percorso può risentirne e in questi casi introdurre una parte online diventa un forte fattore di protezione della continuità.
Modello ibrido: alternare online e studio
La scelta non deve essere necessariamente o bianco o nero. Molti percorsi funzionano bene in versione ibrida. Si può iniziare in presenza per costruire alleanza e cornice, e poi alternare con l’online per mantenere regolarità quando gli impegni aumentano. Viceversa, si può cominciare online e inserire momenti in studio al passaggio di fase, per rivedere obiettivi, affrontare temi più intensi o fare un lavoro più esperienziale. Una regola pratica è concordare insieme la logica dell’alternanza. Ad esempio: una seduta in presenza ogni quattro online per fare il punto e calibrare la rotta; oppure blocchi tematici in presenza quando servono strumenti specifici, seguiti da follow up online. Importante è valutare periodicamente come sta andando il formato, con due domande semplici: sta sostenendo il lavoro, o lo sta complicando; cosa serve adesso per renderlo ancora più utile.
Checklist per decidere in cinque domande
- in quale formato è più facile garantire regolarità nelle prossime otto settimane?
- la mia abitazione offre uno spazio sufficientemente riservato o rischio interruzioni e perdite di privacy?
- il mio problema richiede strumenti o setting che trarrebbero vantaggio dalla presenza fisica?
- come mi sento più a mio agio nel parlare di temi delicati?
- cosa suggerisce il terapeuta rispetto alla fase del percorso in cui mi trovo?
Queste domande non danno una risposta unica e universale, ma aiutano a spostarsi dal “cosa è migliore in assoluto” al “cosa è più adatto a me, adesso”. La decisione può cambiare nel tempo: ciò che conta è la coerenza tra formato, obiettivi e qualità della relazione terapeutica.
Domande frequenti
E se cade la connessione? Si tenta immediatamente di rientrare; se non è possibile, si passa alla telefonata per chiudere i punti chiave e si concorda il tempo da recuperare.
Se vivo con altre persone? È possibile fare terapia online anche in condivisione di appartamento. Funzionano le cuffie chiuse, un rumore bianco a bassa intensità alla porta, l’uso di una stanza che si può chiudere e la scelta di un orario in cui la casa è più tranquilla.
Si può lavorare su traumi a distanza? In molti casi sì, con protocolli specifici e una cornice molto chiara. In altri momenti può essere indicato spostarsi in presenza; la valutazione è clinica e condivisa.
Posso alternare i formati? Sì. La flessibilità aumenta la probabilità di mantenere la frequenza e la motivazione. È utile concordare come e quando alternare, e rivedere ogni due o tre mesi se la formula resta la migliore per gli obiettivi in corso.
Come lavoro nel mio studio a Roma – Monteverde
Nel mio studio offro percorsi in presenza e online, con la possibilità di combinarli. Iniziamo con una valutazione chiara degli obiettivi, concordiamo frequenza e formato, definiamo la cornice di privacy e gli aspetti pratici. Se durante il percorso cambiano i bisogni o insorgono ostacoli logistici, ritariamo il formato senza perdere continuità. L’idea guida è semplice: la forma della terapia deve essere al servizio del contenuto, non il contrario. Quando il formato sostiene l’impegno e la sicurezza, la persona può concentrarsi sul lavoro che conta davvero.
Vuoi capire quale modalità fa per te in questo momento?
Prenota un colloquio conoscitivo e definiamo insieme obiettivi, formato e primo passo utile, in presenza a Roma – Monteverde o online.









